Fondi Paritetici Interprofessionali. FAQ

Dal 1978 le imprese che hanno contratti di natura privata versano tramite l’INPS – per i propri dipendenti a tempo determinato ed indeterminato e dirigenti inquadrati come dipendenti – una Indennità di disoccupazione involontaria, totalmente a carico del datore di lavoro. Dal 2003 i datori di lavoro possono chiedere all’INPS di trasferire lo 0.30% di esso ad un Fondo Interprofessionale. Il trasferimento dello 0.30% ad un Fondo non comporta nessuna aggravio di costi per l’impresa .

1) Cosa sono i Fondi Paritetici Interprofessionali? Quanti sono e quali?
I Fondi Paritetici Interprofessionali sono organismi costituiti da parti sociali datoriali e sindacali di ciascun settore.
Sono stati creati ufficialmente con la Legge n. 388/2000, contenuta nella Legge Finanziaria del 2001, allo scopo di incentivare ed agevolare la formazione professionale dei lavoratori delle imprese italiane.
Per poter beneficiare dei finanziamenti di un fondo paritetico Interprofessionale un’azienda deve aderire al fondo stesso.
I Fondi Interprofessionali attivi in Italia sono circa  20 e non tutti utilizzano le stesse linee operative.
Coprono ogni settore lavorativo e tipologia di CCNL.

2) Un fondo vale l’altro?
No, scegliere un fondo piuttosto che un altro può influire molto sulle risorse disponibili per la formazione e scegliere il fondo sbagliato può limitare molto le possibilità di fare formazione “gratuitamente”.

Le variabili principali sono: dimensione dell’azienda, tipologia delle esigenze formative, urgenza nell’attivazione dei corsi.

La scelta deve ricadere sul fondo che garantisce le modalità di finanziamento corsi più adatte alla realtà aziendale.

Le modalità di finanziamento sono 3:

  • Conto Formazione Aziendale: l’impresa accantona le somme versate all’interno di un proprio conto formazione e ne usufruisce secondo le sue esigenze, nei tempi e nei modi che preferisce.
  • Conto Formazione Aziendale Aggregato: un gruppo di imprese decidono di cumulare i propri versamenti in un conto comune. La gestione delle risorse può essere affidata ad una delle imprese stesse oppure ad un ente di formazione specializzato il quale raccoglie e soddisfa i fabbisogni delle aziende aderenti, amministra con trasparenza il conto e rendiconta le attività svolte.
  • Conto di Sistema in esso confluisce la parte rimanente delle risorse versate a livello nazionale da tutte le aziende aderenti a quel fondo (detratti i costi di funzionamento del fondo stesso). È quindi un conto generale, da cui possono attingere tutte le aziende partecipando ad appositi bandi periodici.
    In questo caso è la classica modalità a bando in cui l’azienda in prima persona o con la collaborazione di un ente formativo accreditato elabora un piano di formazione il quale sarà valutato da un’apposita commissione. Non c’è la sicurezza di avere il finanziamento ed i corsi potranno essere svolti solo se il progetto supera la valutazione.


3) Con quali risorse finanziano la formazione?
La Legge 388/2000 definisce che le aziende possano destinare ad un fondo interprofessionale lo 0,30% dei versamenti mensili dovuti all’ INPS per ogni dipendente.
Aderendo ad un fondo un’impresa vi versa circa 40 € all’anno per ogni dipendente che sono rese disponibili per la loro formazione.
4) Se un’ azienda non versa a nessun fondo, trattiene i versamenti nelle proprie casse?
Purtroppo i soldi non restano in azienda.
Se non si destinano ad un fondo interprofessionale i contributi sono trattenuti dall’INPS e versati per il 50% al fondo di rotazione per la formazione professionale e per il restante 50% al fondo sociale per l’occupazione e la formazione. Aderire ad un fondo è una possibilità per le aziende di recuperare parte dei contributi previdenziali obbligatoriamente versati e destinarli alla formazione dei propri lavoratori.
5) Quali categorie di lavoratori possono essere formate?
Possono essere beneficiarie della formazione tutte le categorie di lavoratori soggetto al versamento del contributo dello 0,30%, secondo la Circolare INPS n. 140 del 14/12/2012, come di seguito dettaglaito.

Categorie di lavoratori ammessi:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • dirigenti
  • quadri
  • impiegati
  • operai
  • apprendisti
  • soci lavoratori delle cooperative;
  • lavoratori agricoli;
  • lavoratori di imprese municipalizzate ed ex Aziende di Stato;
  • personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato

Dal 1 gennaio 2013 anche per nuove categorie di lavoratori per cui si versa l’ASPI (Circolare Inps n. 140/2012):

  • apprendisti
  • soci lavoratori delle cooperative di cui al DPR n. 602/70, in quanto l’art. 2, co. 38 della legge 92, nel modificare l’art. 1, comma 1, del citato Decreto, ha aggiunto l’ASPI alle forme di previdenza ed assistenza sociale applicabili ai soci
  • soci di cooperative della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui alla legge n. 250/58
  • le categorie del personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato

Categorie di lavoratori non ammessi:

Lavoratori o soci retribuiti esclusivamente con partecipazione agli utili o al prodotto dell’azienda;
Dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni;
Sacerdoti e religiosi;

6) Come posso calcolare quanto versa la mia azienda?
Il calcolo è molto semplice, per ogni dipendente soggetto al versamento dello 0.30% (come riportato alla FAQ n. 4) l’azienda versa al fondo interprofessionale a cui ha aderito circa 40 € all’anno.
7) Quali sono le tipologie di finanziamento per la formazione?
Le modalità con cui i fondi interprofessionali finanziano formazione gratuita sono:

  • Fondo di rotazione (Avvisi a bando): sono dei bandi a cui si partecipa elaborando un progetto formativo per una singola impresa o un gruppo. Il progetto è sottoposto ad una commissione valutatrice e se ottiene punteggio sufficiente viene approvato e finanziato. Le possibilità di ottenere finanziamento sono buone, ma non eccellenti. Molti dei fondi, qualora si ottenga un finanziamento sul fondo di rotazione, prelevano automaticamente risorse dal conto formazione aziendale.
  • Conto Formazione Aziendale: è una modalità di accantonamento mirata per l’azienda. Rende direttamente disponibile alle aziende i propri versamenti. Per poter usare le risorse del conto Formazione l’azienda deve comunque elaborare un progetto formativo e sottoporlo al fondo. Le possibilità di ottenere finanziamento sono eccellenti, tuttavia non elimina l’incombenza di elaborare un progetto formativo.
    Conto Formazione di Gruppo o di Rete: è la modalità più snella per le singole imprese. Ciascuna di loro aderisce al conto aggregato e da mandato ad un “Ente Attuatore” o “Capofila” di occuparsi dell’elaborazione dei progetti e delle pratiche burocratiche. Possibilità di finanziamento eccellenti, nessuna burocrazia per l’azienda, avvio rapido dei corsi di formazione.
  • Voucher: sono modalità non molto comuni in cui l’azienda invia un singolo lavoratore a frequentare un corso (generalmente contenuto nei cataloghi accreditati dal fondo). L’azienda (con l’aiuto di un Ente Attuatore) elabora una specifica richiesta, che deve essere preventivamente accettata dal fondo.

8) Quale è la procedura per aderire ad un fondo?
Ogni azienda può aderire ad un solo fondo.
L’adesione è volontaria, revocabile e completamente gratuita.
Si effettua attraverso la denuncia aziendale del FLUSSO UNIEMENS compilato periodicamente dall’ufficio paghe.
Ad ogni fondo è assegnato un codice che deve essere inserito nella sezione “Fondi Interprofessionali” del modello Uniemens.

9) Come posso verificare l’adesione della mia azienda?
Il modo più semplice per verificare se la propria azienda aderisce ad un fondo è attraverso il Cassetto Previdenziale aziendale contenuto nel sito dell’INPS:

Accedendo ai “Servizi Online INPS” (link), inserendo Codice Fiscale e password aziendale;
Selezionare “Cassetto Previdenziale” –> “Dati complementari” –> “Fondi Interprofessionali”.
Se già iscritti comparirà il codice del fondo interprofessionale secondo la tabella sopra riportata. Se non compare il codice l’azienda non aderisce a nessun fondo.

Per maggiore sicurezza potete stampare la pagina del cassetto previdenziale ed inviarcela. Vi forniremo assistenza e consulenza gratuita.
10) E’ possibile spostarsi da un fondo all’altro?
Sì. L’adesione ai fondi è libera e revocabile.
Contestualmente è possibile anche effettuare l’adesione ad un nuovo fondo inserendo il codice del fondo prescelto.
Qualora ci si sposti da un fondo all’altro è possibile trasferire il 70% dei versamenti maturati nel conto formazione aziendale, a patto che siano rispettati i seguenti requisiti:

  • Non essere piccola o micro impresa (imprese autonome con meno di 50 dipendenti ed un fatturato o un bilancio totale annuale non superiore a 10 milioni di euro);
  • Entro 120 gg dall’adesione al nuovo fondo venga comunicata la revoca e la richiesta di “portabilità” dei versamenti al fondo di provenienza;
  • L’importo da trasferire al nuovo fondo sia almeno 3.000 €

11) Quale tipo di formazione finanziano?
Non ci sono limitazioni sulla tipologia e l’oggetto dei corsi.
I progetti vengono elaborati sempre secondo le esigenze formative dell’azienda proponente.
12) Viene finanziata la formazione obbligatoria per legge?
Dipende, in linea di principio non viene finanziata.
E’ bene considerare che i finanziamenti dei fondi paritetici sono alimentati attraverso prelevamenti provenienti dalle buste paga dei lavoratori e dovrebbero essere impiegati per la loro professionalizzazione e l’aumento delle competenze.
La cosa migliore da fare, qualora nei fabisogni aziendali vi sia quello di organizzare formazione ex lege, è unire corsi di formazione obbligatoria a corsi tecnico professionalizzanti per i lavoratori, dando a questi ultimi maggiore importanza in termini di ore e risorse.
13) Quali modalità formative sono ammesse?
Sono ammesse modalità formative in aula, online, in affiancamento, coaching individuale e di gruppo.
Alcuni fondi pongono dei limiti alle ore totali realizzabili online o, più in generale, con la formazione a distanza (FAD).
Le piattaforme informatiche attraverso le quali viene erogata la formazione a distanza devono rispettare i principi di conformità a quanto predisposto nell’ Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011.
14) Quali voci di costo sono rimborsate?
I progetti formativi consentono di recuperare ogni costo accessorio relativo alla formazione.
Oltre a tutti i costi di docenza, progettazione, coordinamento e rendicontazione, un’azienda potrà ad esempio ammortizzare le spese di trasferta e vitto dei partecipanti, spese generali di gestione del piano, ecc
15) Posso utilizzare personale interno come docenti, tutor, ecc?
Sì, è possibile.
I fondi interprofessionali consentono di utilizzare le risorse umane interne come docenti, coordinatori, attività di segreteria e rendicontazione, ma anche come tutor per periodi di affiancamento per apprendisti o altro personale.
Il requisito richiesto è che le risorse umane interne posseggano esperienza e competenze docuementate per lo svolgimento di tali attività.
Il fondo prevede un rimborso per i lavoratori interni impiegati nel piano formativo pari al costo orario lordo aziendale del lavoratore X ore in cui è stato impiegato nel progetto.
16) E’ possibile formare i dirigenti?
Sì, anche i dirigenti versano lo 0.30% quindi rientrano tra le categorie che possono beneficiare della formazione, se pur con alcune differenze.
Un dirigente versa circa 75 € all’anno, i contributi seguono una linea separata e vengono accantonati dai fondi paritetici con una “cassa” separata.